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Chiesa dei SS. Pietro e Paolo

Info

6710 Biasca
Tel: +41 91 862 32 40

In posizione dominante sul borgo, la chiesa, di origine romanica, (secoli XII e XIII) è stata trasformata in epoche successive per quanto riguarda la sopraelevazione e il campanile.
 

Chierici di "Aviasca" sono menzionati in un codice dell'abbazia di Pfäfers intorno all'830. Nel XII secolo è documentata l'esistenza del capitolo e di un prevosto. La chiesa odierna risale al 1171.
Nata forse come chiesa battesimale sin dal secolo IX, essa fu ricostruita come chiesa a tre navate tra il secolo XII e XIII.
 

Le più consistenti trasformazioni eseguite in epoca barocca (1663), quali la sopraelevazione del pavimento in pietra, la gradinata d'accesso al coro e la costruzione della volta sulla navata maggiore, anche se hanno mutato la pianta basilicale in pianta a croce latina, manifestano tuttavia un preciso intento unitario e coerente. Una modifica successiva ha portato alla costruzione del protiro in facciata.
 

L'architetto Alberto Camenzind tra gli anni 1955-1967 riportò l'edificio alle forme romaniche, sopprimendo quindi l'ossario e la sagrestia a nord.
I diversi cambiamenti non hanno tuttavia compromesso (anche grazie ai citati restauri) la sua uniformità stilistica.

All'interno della chiesa colpisce la pendenza della pavimentazione in pietra, dovuta al fatto che il basamento che sostiene l'edificio non compensa interamente il dislivello naturale del declivio granitico sul quale esso è costruito. Alcuni scalini consentono di superare il dislivello del pavimento in lastre di granito ascendente su più livelli.

Le tre navate a sei campate sono scandite da coppie di pilastri; la quarta coppia, soppressa nel secolo XVII, fu rifatta durante il restauro. Bassorilievi di varie epoche sono incastonati lungo i muri. Affreschi di epoche diverse adornano le pareti interne: i più antichi sono quelli sull'arcata sinistra del coro (XIII e XIV secolo), mentre quelli dell'abside e del coro (i Dottori della chiesa, le scene della vita di S. Pietro, le lesene a teste di cherubini, i fasci di frutti, le scacchiere) sono probabilmente della metà del XVII secolo. Della stessa epoca sono le scene della vita di S. Carlo Borromeo, sopra la porta laterale nella parete di destra, attribuite ad Alessandro Gorla.
 

Vicino all'ingresso, sulla destra, si apre la cappella del Rosario fatta costruire nel 1600 dal Cav. G. B. Pellanda.

Particolarmente suggestiva è la visione d'insieme di affreschi e decorazioni dal significato proposto come rappresentazione allegorica dei vari momenti della vita dell'uomo.

Dalla chiesa parte una Via Crucis, restaurata negli anni 1991-97, che porta all'oratorio di S. Petronilla.